In un bagno di un appartamento un uomo, guardandosi ripetutamente allo specchio, ripete ad alta voce e con molta enfasi “Buonasera Signori e Signore, sono Marco Rizzo, il politico che si scaglia violentemente contro il sistema che governa questa società, una società che manipola i popoli e che li rende delle semplici marionette, in lotta l’uno contro l’altro per sopravvivere disumanamente e in condizioni precarie. Cari telespettatori, caro popolo, sono giunto qui, in questo programma, per esporre le mie ragioni di rivolta per un cambiamento consapevole e necessario affinché noi tutti si possa godere di un vivere quotidiano improntato alla convivialità.”
L’uomo, dopo aver finito il suo discorso, sorride e si sistema la giacca.
“La cena è pronta!” grida la moglie dalla sala da pranzo.
“Arrivo, tesoro” risponde l’uomo sistemandosi il papillon nero sopra la camicia bianca.
Arrivato in cucina, Marco si siede a tavola e inizia a mangiare con la consorte.
“Allora, come ti senti ora che sei stato scelto per un nuovo programma televisivo come rappresentante e difensore del popolo?” chiede la moglie tra un boccone e l’altro.
“Da una parte sono molto fiero di poter provare a difendere in diretta i valori in cui credo, dall’altra…ho paura di non essere all’altezza.”
“Sei preoccupato di non riuscire a reggere il confronto con il tuo avversario?”
*”Beh, la vittoria sarebbe molto importante…è necessario dimostrare alla gente che la mia posizione è quella giusta. Una sconfitta sarebbe catastrofica, inaccettabile. Ma io credo fortemente in ciò che sostengo. Oggi viviamo nell’epoca della notte del mondo e, quello che cercherò di fare, sarà svegliare le coscienze delle persone e aprirgli gli occhi per far vedere loro la condizione in cui viviamo” ribatte Marco con tono grave mentre si pulisce la bocca con il tovagliolo.
La moglie, vedendo la mano tremante del marito, gli accarezza la guancia con delicatezza e gli dice ” Secondo me, già il fatto che, per la prima volta, un esponente del tuo partito vada in televisione in prima serata sotto gli occhi di tutti è di per sé una vittoria.”
L’uomo a sua volta appoggia la mano sopra quella della donna e, con un bel sorriso, la guarda dritto negli occhi.
“Hai veramente uno sguardo molto attraente, amore mio” afferma il marito.
“Ma ci pensi amore? tra un mese esatto a quest’ora sarai in televisione! Devi essere molto orgoglioso di te stesso.. significa che stai facendo un ottimo lavoro e che questo ti è stato riconosciuto.”
” Può darsi, ma una mia sconfitta sarebbe la rovina non solo per me…ma per il mondo intero” ribatte Marco increspando le sopracciglia e trasformando il suo sorriso in una smorfia.
La donna, senza perder tempo, si alza dal tavolo e abbraccia con tutte le forze il compagno della sua vita e gli sussurra nell’orecchio:
“Non vivere questi giorni di attesa con troppa agitazione e ansia, altrimenti rischi di gettare la spugna prima del tuo appuntamento più importante. Tu sei nel giusto… e le persone nel giusto non possono aver paura di essere sconfitti da qualche pagliaccio avversario, non tu, non tu… !”
Dopo aver ascoltato molto attentamente il parere della donna, Marco si alza dalla sedia e a sua volta ricambia l’affettuoso abbraccio della moglie, avvicina la sua bocca a quella di lei, mentre con un leggero sorriso malinconico ribatte:
“Ti ringrazio molto per tutto l’affetto che mi doni. Sento la tua vicinanza come mai prima…l’amore che nutri nei miei confronti è incommensurabile e quello che io ho per te lo è altrettanto. Accetto il tuo prezioso consiglio e proverò a seguirlo con tutto me stesso, ma non credo di riuscire a portarlo a compimento…da quello che mi dici si vede tutta la tua ingenuità. Questa è una società di belve pronte a mangiarmi ogni qual volta apro bocca. Tutta la trasmissione sarà contro di me e contro quello che dirò. La televisione fa parte del sistema e come tale farà di tutto per screditarmi. Dalla mia parte avrò solo me stesso e le mie idee, quindi è necessario che, tutti i giorni partendo da oggi fino alla fatidica data, mi guardi allo specchio per vedere il mio me stesso alleato, la mia espressione, le mie rughe, che comprenda la mia paura e che la vinca…perché è solo studiando le proprie debolezze che le si possono superare.”
“Tu non sarai solo, perché al tuo fianco ci sarò io. Ricordatelo!”
“Là sarò solo!”
“Ti accompagnerò io” esclama la donna.
“No, tu non potrai far parte del pubblico… mi guarderai dalla televisione”
“Perché non posso essere lì con te?”
“I dirigenti non lo permettono…il pubblico deve essere esterno”
“Visto che il programma è nuovo, sai come si svolgerà il dibattito?” chiede con tono preoccupato la moglie.
“No, non so nulla eccetto pochissime regole. Sarà una sorpresa sia per i telespettatori che per i concorrenti.” risponde in modo deciso Marco.
“Ma…mi sembra tutto così confuso…” soggiunge la donna mettendosi le mani nei capelli.
“Capisci ora tutte le mie preoccupazioni?”
“Ma perché hai voluto partecipare a questo evento così poco chiaro…?”
“Perché io non voglio nascondermi in casa con la paura di tutto e di tutti. Devo far conoscere al popolo l’esistenza di persone che credono diversamente, che si scagliano contro questo sistema marcio. Altrimenti tutti la penseranno sempre allo stesso modo, incuranti della dittatura del pensiero unico. Questo fatidico giorno è per me fondamentale e mi preparerò nel migliore dei modi per affrontare e per vincere il mio rivale, o meglio: il sistema.”
A quelle parole la donna turbata, dopo avergli dato un ultimo bacio sulla fronte, ritorna al suo posto e ricomincia a mangiare. Marco, invece, resta ancora per qualche minuto in piedi a scrutare ogni piccolo movimento di sua moglie finché, una volta capito che il dialogo è concluso, si rimette a sedere per terminare la cena silenziosamente. Finito il pasto, l’uomo guarda impassibile il volto della compagna e conclude “Ho deciso: tutte le sere, finita la cena, ripasserò insieme al mio me stesso il discorso che mi condurrà alla vittoria televisiva.”
E così, per diverse ore tutti i giorni, conclusa la cena, Marco va allo specchio del bagno a ripetere sempre lo stesso discorso:” Buonasera Signori e Signore, sono Marco Rizzo, il politico che si scaglia violentemente contro il sistema che governa questa società, una società che manipola i popoli e che li rende delle semplici marionette in lotta l’uno contro l’altro per sopravvivere disumanamente e in condizioni precarie. Cari telespettatori, caro popolo, sono giunto qui, in questo programma, per esporre le mie ragioni di rivolta per un cambiamento consapevole e necessario affinché noi tutti si possa godere di un vivere quotidiano improntato alla convivialità…”
Via via che il tempo passa e la fatidica data si avvicina, l’espressione dell’uomo diventa sempre più sicura e rilassata, come se il politico fosse certo di poter arrivare facilmente alla vittoria finale, dandogli una visibilità che, altrimenti, non avrebbe mai avuto. Giunto il giorno dell’evento, l’uomo abbraccia sua moglie calorosamente. Nella stretta, la donna mette la bocca accanto all’orecchio del marito e gli sussurra:
“Amore, per un mese intero sei stato davanti allo specchio a guardarti e a ripetere sempre le solite parole. La tua dedizione, a mio avviso, si è tramutata in un’ ossessione…ma da cosa sei ossessionato? Dalla vittoria? Dal successo? Io ti vedevo tutti i santi giorni in bagno come un automa, hai perso completamente quello che era il tuo volto… Non sembri neanche umano…Non ti ho detto nulla perché ho avuto paura. Ma ora, vedendoti in questo stato, non posso non dirti tutto ciò che penso. Cosa rappresenta per te questo programma? La vita? Anche se perdessi questo scontro, non sarebbe la tua fine! Magari sarebbe un nuovo inizio…”
A quelle parole l’uomo appoggia le mani sulle spalle della donna, poi, con una delicata spinta, la allontana dal suo corpo e soggiunge:
“Mi sono preparato così assiduamente per poter arrivare alla vittoria. Sarò solo e l’unica immagine che mi accompagnerà dentro questo inferno televisivo sarà il ricordo del mio me stesso riflesso nello specchio. Sarà lui a darmi la carica giusta per affrontare questa valle di lacrime, sarà lui a suggerirmi cosa ho da dire al mondo intero, sarà lui a farmi volare verso il traguardo della vittoria. Con me stesso al mio fianco tutto è possibile.”
“Tu vuoi provare a esporre le tue ragioni e far riflettere le persone sui limiti e i paradossi del sistema o vuoi vincere?” chiede con voce grave la donna.
“Sono la stessa identica cosa…se dovessi arrivare alla vittoria sarebbe il segno che il pubblico ha capito ciò che voglio dire, non trovi?” ribatte l’uomo fermamente.
“Si… penso anche io che sia così” soggiunge la moglie con un espressione incerta.
“Allora io vado, altrimenti c’è il rischio che faccia tardi.”
“Va bene amore… ti vedrò alla televisione.”
“Ci conto, guardami e esulta ad ogni parola che enuncerò.”
“Si, amore.” risponde sconsolata la donna.
Giunto nello studio televisivo si trova davanti ad uno spazio semivuoto con al centro un tavolo bianco molto lungo dentro un’enorme teca di vetro. Ai lati dell’area, disposti in modo circolare, come in un’arena, si trovano gli spalti degli spettatori. Tuttavia, l’enorme stanza è completamente deserta. L’uomo inizia a sorridere. D’un tratto una voce metallica irrompe nel silenzio assordante.
“Amici telespettatori, buonasera. Oggi, andrà in onda la prima puntata di questo programma. Spero che sia di vostro gradimento e che vi possa intrattenere nel miglior modo possibile. L’ospite di questa sera è il noto politico Marco Rizzo, esponente del partito *** della città. Fategli un applauso prego!!”.
Mentre nella stanza riecheggiano degli applausi metallici come se fossero stati registrati, Marco spalanca completamente gli occhi e smette di ridere.
“La prego di aprire quella porta di vetro che vede davanti a lei e di sedersi a capotavola” soggiunge ancora la voce elettronica.
“Subito” risponde lui con aria insicura.
“Signor Marco, è la prima volta che va in televisione?”
“No, ma devo dire che in questo programma c’è qualcosa che mi disturba” soggiunge in tono ironico mentre apre la porta.
“Si metta comodo e faccia come se fosse a casa sua, se lei è convinto che ciò che ha da dire è giusto allora non avrà nulla da temere. Le diamo l’opportunità di parlare alla città tutta del suo partito e lo stesso farà il suo avversario. Ci sono milioni di spettatori che la stanno guardando”.
Una volta dentro la teca il politico nota che il tavolo è diviso a metà da un muro bianco molto fine nel quale si trova incastonato un televisore piatto spento con sotto un microfono.
Marco si siede a una estremità. Per rilassarsi accavalca le gambe, e con un leggero sorriso, per dar l’idea di essere sicuro di sé, dice ad alta voce “Adesso cosa dovrei fare?”
“Prendendosi tutto il tempo che vuole, esponga al popolo ciò che ha da dire. La informo che, una volta chiusa la porta, l’unico modo per parlare alla gente sarà quello di utilizzare il microfono”
Mentre la porta si chiude ermeticamente, il politico avvicina la bocca all’apparecchio e inizia il discorso.
“Bip Bip Bip Bip Bip”
“Non si preoccupi se non capisce quello che dice, è Il microfono che cerca di tradurre i suoi messaggi in stimoli elettrici che, uniti tra loro e compressi in un apposito apparecchio, generano un suono comprensibile per lo spettatore ” soggiunge la voce dall’ alto.
“Come faccio a capire se quello che dice è vero?” chiede in tono preoccupato il politico.
“Onorevole Rizzo, Lei sta partecipando ad un nuovo format che, attraverso la ricerca scientifica, cerca di dare degli strumenti alle persone per poter comprendere meglio ciò che dice un uomo della sua rilevanza, senza fraintendimenti e doppi sensi, in modo tale che un cittadino possa scegliere, più chiaramente possibile, la fazione alla quale appartenere. Tutto ciò rappresenta un’evoluzione della democrazia e uno smascheramento di tutti coloro i quali vogliono accaparrarsi, con la loro dialettica voti in più” conclude la voce.
“Non ho problemi nel dire la verità. Ma perché non può essere il popolo a giudicare le mie eventuali scorrettezze?”
“Le sue “scorrettezze” verranno giudicate dal popolo tramite specifici apparecchi. Serve immediata chiarezza e non retorica spicciola. Ed ora, può continuare il suo discorso. Prego”
Senza indugiare oltre, Marco riavvicina la bocca al microfono e continua la declamazione
“Bip bip bip.”
A quel punto, l’uomo, sentendosi preso in giro, si alza e prova ad aprire la porta della teca senza riuscirci.
“Finisca…” insiste la voce.
Preso dal panico, Marco ritorna alla postazione iniziale
“Bip Bip Bip”
“Bene, ha presentato in modo ineccepibile le sue argomentazioni…ma vediamo cosa ha da dire l’acerrimo rivale.” continua in modo metallico la voce ” Signore e signori, diamo il benvenuto a Paolo Rossi, esponente del partito ****!!!”
Lo sguardo di Rizzo è completamente rapito dal televisore spento davanti a sé e si domanda: ” Gli spettatori avranno capito ciò che ho detto? In effetti ho sempre temuto di utilizzare un linguaggio troppo forbito…Chissà chi è questo Paolo Rossi.”
L’avversario, senza batter ciglio entra nella teca e, dopo aver ringraziato gli applausi registrati provenienti dagli spalti con un inchino, si siede all’altra estremità del tavolo davanti al suo rivale. Poi, con tono pacato e tranquillo, avvicina la bocca al microfono appoggiato sul tavolo e inizia a controbattere alle argomentazioni di Rizzo.
“Cipp…frippip…”
Marco, non capendo bene il linguaggio a sua volta utilizzato dal nemico, risponde “Bippp Bipp…”
Paolo, ascoltando quel fastidioso frastuono generato dal microfono di Rizzo, non si fa da parte e urla a squarciagola tutto ciò che ha da dire “Gip…pipipi…giuuoo…”
Dopo interminabili minuti di frastuoni robotici, la voce metallica interviene nella discussione per dare parola agli spettatori
“Bene signore e signori, qualche domanda dal pubblico in sala? Sentiamo lo spettatore seduto al posto G6 cosa ha da dire.”
Sebbene nello studio non ci sia nessuno, il posto G6 viene illuminato da alcune luci di teatro appese al soffitto, poi una nuova voce metallica irrompe nella grande stanza attraverso una cassa di risonanza proveniente dalla panca vuota del posto G6
“Zing zang zing”.
“Ora ascoltiamo la signora seduta al posto E10 ”
Anche il posto E10, dal quale proviene un’altra voce, viene a sua volta illuminato.
“wieesh…”
“La ragazza del posto I5! ”
“Tonf, zump, tonf”
“Il signore del posto R2”
“Gulp, Gulp”
“Ora, ascoltiamo cosa hanno da rispondere i due contendenti a queste fini e perspicaci domande, Marco Rizzo, a lei la parola!”
L’uomo, molto confuso e con un’ espressione turbata, cerca di avere chiarimenti:
“Bip Bip Bip.”
“Adesso tocca a lei, signor Paolo Rossi” interviene di nuovo la voce.
“Pippppi… popoi…”
“Bene signori e signore, lo scontro termina qui. Adesso il pubblico avrà il privilegio di scegliere il vincitore!” urla la voce metallica.
A quel punto tutti i rumori registrati dai microfoni degli spettatori iniziano a suonare all’impazzata formando un’ orchestra di stampo futurista. Dopo qualche minuto di intenso frastuono, arriva il risultato proiettato sullo schermo del televisore: il vincitore è Marco Rizzo.
Giunto davanti al portone di casa ad accoglierlo c’è la moglie che, con un gesto affettuoso lo invita ad entrare. Una volta in casa il politico, con il volto sorridente, abbraccia la sua amata.
“Allora, come… è andata?!!?” chiede la donna ricambiando il gesto.
“Ho vinto, Ho vinto! Ma tu non hai visto nulla?”
“Alla televisione… biiippp… hanno dato un grande… biiiiiippp… concerto… una musica meravigliosa… sicuramente degna… ciiipppp… del tuo eroico trionfo!”
