Vai al contenuto

Come essere felici

Come essere felici

Una coppia dorme su un letto matrimoniale in una stanza piena di libri e riviste. All’ improvviso la sveglia, posta sul comodino dalla parte del letto riservata all’uomo, suona. Il marito apre gli occhi assonnati e, dopo aver dato un rapido sguardo alla stanza, mette lentamente i piedi nelle pantofole. Mentre è impegnato in questa azione inizia a contare fino a cinque e a contrarre i muscoli sia delle gambe che della cassa toracica dandosi delle piccole spinte verso l’alto. Poi si porta le mani sulle guance e le massaggia mentre apre e chiude la bocca. Infine si alza. La moglie, che lo guarda  con la coda dell’occhio, inizia a sorridere e ad applaudire delicatamente.
“Allora, come sono andato?” chiede il compagno.
” Benissimo tesoro! Oggi ci sei riuscito!  Fatichi sempre più del previsto però…ma anche se ancora non ti è chiaro il procedimento lo imparerai con il tempo, non preoccuparti!” risponde in tono rassicurante la moglie.
“Dunque oggi il lavoro mi andrà bene? Insomma, almeno sono partito con il piede giusto…”
“Si, ma ricordati, prima di entrare in ufficio, di ripassare bene il manuale quattrocentocinque su Come entrare bene in ufficio o in altri luoghi di lavoro
“Lo farò senz’altro amore, ora vado a fare colazione”
“Arrivo anche io”
L’uomo inizia a camminare per tre passi in punta di piedi e per quattro appoggiando tutta la pianta sul pavimento finché, una volta arrivato davanti alla soglia che separa la fine del corridoio e l’inizio della cucina, con un salto, ci  atterra con la punta del piede sinistro. Anche questa stanza è piena di libri e riviste: sugli scaffali, impilati per terra e sul tavolo.  Lentamente si avvicina alla macchinetta del caffè accanto all’acquaio. Con una mano prende una capsula e, facendo un movimento vorticoso, la inserisce nell’apposito contenitore. Successivamente pigia il bottone di preparazione e, quando l’apparecchio inizia a vibrare, gli dà, con i palmi delle mani, delle piccole botte.
“Amore, il caffè è quasi pronto!” grida il marito con voce affettuosa.
“Arrivo” dice la donna dalla camera.
Preparato il caffè, l’uomo prende il bicchierino di vetro e lo appoggia sul tavolo sempre facendo, con il braccio destro, un movimento rotatorio. Poi, dopo essersi messo a sedere,  prende la rivista tremilaquattrocentosessantatre su Quale postura assumere in cucina per aspettare nel miglior modo possibile la moglie e inizia a leggerla.  Qualche minuto dopo, la donna entra nella stanza con un balzo, atterrando con la punta del piede sinistro.
“Vedo che ti sei vestita… stai benissimo” si complimenta l’uomo.
“Grazie amore” ribatte lei con  lo sguardo assonnato.
” Guarda, ti ho preparato il caffè”  le sussurra il marito con un sorriso stampato sulle labbra indicando con l’indice il bicchierino colmo.
“Che gentile…” soggiunge la donna spalancando gli occhi.  
“La vuoi la  brioche al cioccolato che è avanzata ieri?”
“Grazie tesoro.”
“Te la porto io…”
La donna, sempre in punta di piedi, cammina verso il frigorifero. Dà degli strattoni agli angoli dello sportello, successivamente afferra la maniglia con la mano destra e dà per due volte delle spinte, infine tira e lo apre.
“Maledizione!” grida la donna.
“Cosa succede tesoro?” chiede il marito
“Ho aperto il frigorifero nel modo sbagliato!”
“Perché? cos’è che non va?”
“Ho dato due spintarelle allo sportello ma sicuramente dovevano essere di più…”
” Basta chiuderlo e poi riaprirlo nel modo corretto, non vedo il problema”
“Il problema è che non mi ricordo la procedura”
” Mi sembra che sia nel volume trecentododici al capitolo Come aprire bene un frigorifero la mattina alle otto per vivere sani e felici
“Ti ricordi dov’è ?”
“Sì, è sul tavolo accanto al tuo bicchiere…ma non preoccuparti, ci penso io a darti le istruzioni” aggiunge il marito in tono rilassato prendendo il libro e iniziando a sfogliarlo.
“Tieniti pronta.”
D’un tratto, nella mente di lei, il frigo sembra assumere un aspetto minaccioso e intimidatorio, come se fosse più alto e imponente del solito. Probabilmente lo strano effetto è causato dai raggi del sole che, in quel momento, si sono leggermente spostati, facendolo rimanere in penombra. La donna, intimorita dalla visione, da una rapida occhiata alla pelle delle sue braccia e nota che tutti i fini peli che le ricoprono l’epidermide sono ritti, rigidi e immobili come dei piccoli spilli in acciaio penetrati nelle profondità della carne. Poi, lentamente, come se d’un tratto potesse accadere qualcosa di terribile, si volta verso il compagno e con voce tremante ribatte:
“Sì amore”
“Impugna con le mano destra la maniglia dello sportello e inizia a tirare delicatamente per sette volte, poi, mantenendo la calma, fai un sospiro di sollievo e inizia a tirare con forza.”
“Fatto… ma adesso non si apre nemmeno…” soggiunge la donna digrignando i denti.
“Cribbio… come mai non si apre questo maledetto aggeggio?” grida l’uomo dopo essersi alzato dalla sedia.
Poi, spalanca completamente gli occhi e guarda l’orologio.
“Amore, sono un fesso, per forza non si apre! sono le otto e dieci…il capitolo è per le otto”
“E allora cosa facciamo ?” chiede la moglie disperata.
“Abbiamo il volume delle otto e mezzo sullo scaffale in corridoio. Mi pare che sia il trecentoventidieci “
“Vado a prenderlo io. Aspettami lì fermo”
La donna si avvia verso il corridoio uscendo dalla cucina saltellando con la gamba sinistra per tre volte mentre l’uomo rimane in piedi immobile accanto al tavolo. Dopo qualche minuto la compagna ritorna sempre con il solito balzo atterrando con la gamba sinistra.
“L’ho trovato, finalmente! Stavolta è quello giusto” urla la donna con il sorriso sulle labbra.
Il marito, a quel punto si mette davanti al frigorifero.
” Amore, dimmi cosa devo fare”
“Prendi con la mano sinistra la maniglia, poi spingi delicatamente per dieci volte e tira lo sportello verso di te mentre tieni la bocca aperta e gli occhi chiusi”
“Fatto amore!”
L’uomo fa come gli dice la moglie e finalmente  apre il frigo. Una volta visto, però, cosa c’è dentro, il volto dell’uomo sbianca completamente: tutto il cibo è putrefatto compresa la brioche da lui tanto desiderata.
“Amore, ma cos’è quest’odore nauseabondo?” chiede la moglie dietro di lui.
“Io…io non capisco…ho fatto ciò che mi hai detto ma tutte le vivande si sono decomposte misteriosamente. Sei sicura di aver letto bene ?” chiede con un respiro affannato dallo spavento il marito.
” Certo che ho letto bene…” ribatte la donna.  Poi il suo  sguardo cade sulla data  di scadenza del volume posta a piè di pagina.
“Amore… questo libro è scaduto già da un anno…Non va più bene. Ci servirebbe l’edizione di quest’anno, ossia il volume trecentoventiundici. Ti ricordi dove l’abbiamo messo?” domanda la moglie con gli occhi socchiusi dalla stanchezza.
“No…credo che non lo abbiamo mai comprato” soggiunge l’uomo mentre chiude lo sportello del frigo.
“Che ore sono adesso?” chiede la donna
“Sono le otto e trentacinque” risponde il marito guardando l’orologio sul polso.
“Proviamo a cercare il libro delle otto e quaranta?”
“No amore, ora basta…alle nove devo essere in ufficio.. Vado in camera a prepararmi” conclude l’uomo con un tono di voce grave.
Mentre il marito si appresta ad uscire dalla stanza la donna, per consolarlo, gli dà una pacca sulla spalla e gli dice “Tranquillo tesoro lo apriremo alle sette stasera, quando torniamo dal lavoro”.

La mattina seguente il marito apre gli occhi, dà un rapido sguardo alla stanza mentre mette i piedi nelle pantofole. Dopodiché conta fino a cinque contraendo i muscoli dell’addome con piccoli movimenti  verso l’alto, poi si porta le mani sulle guance e le massaggia mentre apre e chiude la bocca. Infine si alza. Si avvia verso la cucina facendo tre passi in punta di piedi e quattro appoggiando tutta la pianta sul pavimento finché, una volta arrivato davanti alla soglia che separa la fine del corridoio e l’inizio della cucina, con il solito salto, atterra con la punta del piede sinistro nella stanza. Il suo sguardo si sofferma sul frigorifero e gli si avvicina. Una volta arrivato davanti il suo volto è completamente bagnato di sudore e la sua bocca trema all’impazzata.
“Perdonami! Non lo farò più!” grida l’uomo con le lacrime agli occhi abbracciando la macchina.
“Sono cattivo, non avrei voluto strattonarti in quel modo…” continua.
“Amore, ma cosa stai facendo?” grida la donna appena entrata in cucina.
“Non vedi? sto chiedendo scusa al frigo.”
“Ma non si fa così, ti sei dimenticato di inginocchiarti e di fare un bel sorriso prima di metterti a piangere. Dovresti ripassarti il volume quattordicimilaseicentotrentadue su Come chiedere scusa ai frigoriferi” lo bacchetta la moglie con voce pungente.
“Guarda che  è stata anche colpa tua  se il frigo non funzionava più” ribatte l’uomo.
“Io non devo chiedere scusa a nessuno. Ieri sera il frigo ha funzionato proprio bene…pertanto ci ha già perdonati tutti e due”
“Io mi sento ancora in colpa con lui quindi…”
“Perché, amore, ci rompiamo la testa con queste cose? Prepariamo la colazione”
” Hai ragione, in fondo è solo un frigorifero, no?”
“La colazione te la preparo io, tu puoi sederti rilassata” dice  l’uomo con voce delicata.
Mentre la moglie si siede davanti al tavolo di cucina, il marito,  lentamente,   cammina verso la macchinetta del caffè vicina all’acquaio. Con una mano prende una capsula e, facendo un movimento vorticoso, la inserisce nell’apposito contenitore. Dopo aver compiuto quel gesto il suo respiro diviene  molto affannato come se avesse appena terminato una maratona.
“Tutto bene tesoro?” chiede con tono preoccupato la donna
“Sì, è che ho molta più paura di sbagliare di quanta non ne avessi prima”
“Dai, non impensierirti, a tutto c’è rimedio. Altrimenti non scriverebbero tutti questi libri, no?”
“Giusto”
Successivamente l’uomo riprende il procedimento pigiando il bottone di preparazione. Quando l’apparecchio inizia a vibrare, gli dà, con i palmi delle mani, delle leggere scosse. Una volta pronto il caffè, l’uomo afferra il bicchierino di vetro e lo appoggia sul tavolo sempre facendo, con il braccio destro, un movimento rotatorio.  La moglie, vedendo il marito sempre più affannato e stanco, gli accarezza la spalla e con un gesto gli indica di sedersi.
“Ancora no amore, prima vorrei della marmellata con un po’ di pane. ” soggiunge l’uomo sorridendo.
“Sai mica che ore sono adesso?” continua.
“Le otto e dieci”
“Perfetto, tu vuoi qualcosa?
“Si, anche per me un po’ di marmellata!”
” Arrivo subito”
L’uomo, arrivato davanti al frigo, impugna con la mano destra la maniglia dello sportello e inizia a tirare delicatamente per sette volte, poi, mantenendo la calma, fa un sospiro di sollievo e si impegna con più forza. Stavolta lo sportello si apre ma all’interno ci sono dei libri.
“Mio Dio!” grida l’uomo.
“Cosa succede?”
“Eppure avevo fatto tutto bene…”
“Cosa sta succedendo?”
“Maledizione. Qui ci sono solo libri su come chiedere scusa al frigo. Vedi che non ci ha ancora perdonato!” soggiunge il marito stringendo in mano un volume.
“Senti amore, ieri sera il frigo funzionava proprio bene…quindi non capisco perché sia successo questo. Sei sicuro di non aver sbagliato qualcosa?” ribatte la moglie con tono irritato.
“Ho fatto tutto giusto! Tutto! Adesso porto i libri a tavola e li mangiamo, così avremo fatto pace con questo maledetto frigo!”
“Bravo, mi sembra una buona idea!” dice con un sorriso la donna.
Il marito, senza perder tempo, prende alcuni dei libri e li depone sul tavolo, dopodiché si siede accanto a sua moglie e insieme iniziano a mangiare le pagine inzuppandole nel caffè.
Mentre si rifocillano, il volto del marito, a differenza di quello di sua moglie, è talmente bianco che gli si vedono le vene.
“Amore, su con la vita! Non è mica successo nulla…” dice in tono scherzoso la moglie mentre strappa una pagina.
“Lo so che non è successo nulla ma tutti questi libri che dovrebbero trasmettermi sicurezza fanno esattamente l’opposto. Ho una continua paura di sbagliare e più leggo, più la mia memoria mi abbandona…”
“Non ci pensare, è solo un brutto momento…passerà” soggiunge la donna accarezzandogli la guancia.
“Appena finisci la colazione  vai a lavoro e vedrai che quando ritornerai a casa non te ne ricorderai più” continua la donna.
“Si, hai ragione. Vado subito a prepararmi.” dice il marito finendo di inghiottire l’ultimo boccone. Poi si alza e lentamente va in corridoio.
“Ma cerca di stare attento! Ti sei dimenticato del balzo!” grida la donna.
“Hai ragione amore!” risponde l’uomo quasi piangendo.

Il giorno successivo il marito apre gli occhi e prova a prendere aria dai polmoni senza riuscirci. Mentre soffoca, sveglia sua moglie con degli strattoni violenti. La donna, vedendo l’uomo asfissiare senza apparente motivo, gli chiede
 “Amore, cosa ti succede ?”
“Non mi ricordo come respirare…”
A quelle parole la moglie si alza immediatamente dal letto e si precipita a cercare il libro su Come respirare bene.  Va in corridoio ma non lo trova. Con il respiro affannato e gli occhi completamente spalancati si precipita in salotto e inizia a rovistare nella libreria, finché riesce a trovare il volume in questione. Poi torna in camera e inizia a leggere il manuale.
“Prima di respirare si raccomanda di massaggiarsi bene le labbra con il mignolo della mano sinistra e di fare un bel sorriso…. Amore, che tipo di respirazione preferisci fare, alta media o bassa?”
“Media!” dice l’uomo rantolando e contorcendosi goffamente.
“Bene, ma mi raccomando il bel sorriso. Inizia a inspirare l’aria dalle narici poi contrai l’addome e abbassa il diaframma. Dovrebbe verificarsi un lieve innalzamento delle coste.”
Ma l’uomo, sebbene provi ripetutamente a fare ciò che gli dice la moglie, non riesce a respirare e dopo una lenta agonia, muore.
La moglie, piangendo a dirotto, si accorge che il libro che stava leggendo è rivolto solo alle donne. Poi con gli occhi pieni di lacrime va in cucina a telefonare alla guardia medica per riferire l’accaduto. Pochi minuti più tardi entrano in casa  tre uomini in divisa antibatterica e portano via il cadavere in una sacca nera. Uno dei tre, vedendo la donna completamente sconvolta, gli dà un libro e le dice:
 “Prenda, vedrà che la lettura di questo libro la aiuterà a passare questo brutto periodo. Sono dieci euro e cinquanta, prego.”
Dopo aver pagato, La donna guarda attentamente la copertina del volume e ne legge il titolo: Come essere una brava vedova e vivere felice.