In una cucina di un appartamento, un uomo e una donna agitano violentemente le braccia al cielo. Il volto della donna è terrorizzato: la bocca è aperta e tremante mentre i suoi occhi sono chiusi, come se non volessero vedere ciò che sta accadendo. L’espressione dell’uomo, invece, è arrabbiata: i denti sono digrignati e gli occhi aperti fissano instancabilmente quelli chiusi della donna.
“Vado fuori…” dice in modo seccato l’uomo.
“No… non ti girare in modo contorto. Potresti farti male” risponde lei con voce tremante
“Prima che me ne vada, se vuoi ti preparo il caffè”
“Guarda, c’è un cane che passeggia da solo davanti alla finestra… Come è bravo, perché non lo imiti quando sei per la strada? Così non inciampi più” soggiunge lei indicando l’animale con un dito.
“Preferisci il tè al lampone o alla fragola?” ribatte l’uomo prendendo dalla mensola l’apposita tazza.
“Anche il dottore, che ho sentito due ore fa, è preoccupato per te. Cosa pensi di fare? vuoi vederlo o no con i tuoi occhi dove sta il problema?” domanda preoccupata la moglie.
“Bene allora non c’è proprio niente da fare… mi sembra che anche tu non voglia capire dove stia il problema. Il problema è che mi sono rotto di averti sempre tra i piedi… perché ti ostini a non capire quello che ti dico!” grida con veemenza.
“Ma cosa urli! Guarda che non sono mica sorda. Sono preoccupata, lo capisci? Sai il significato del verbo “preoccuparsi”? forse no, perché, altrimenti, ci si intenderebbe alla perfezione. Ora però, vado in bagno.”
“Io esco, forse non ritorno… dipende da ciò che accadrà” soggiunge l’uomo sbattendo la porta di casa.
Per la strada nota con grande stupore un poliziotto con uno strano vestito bianco e verde somigliante ad un semaforo a dirigere il traffico pedonale. Senza pensarci, gli si avvicina e gli domanda con aria incuriosita “Mi scusi, lei è un poliziotto?”
“Si, perché? non si vede?” domanda irritato quest’ultimo.
“No, per carità ma… come mai questo strano vestito?”
“Non sono tenuto a risponderle… anche perché sarà la centesima persona che me lo chiede”
“Ma al suo posto non c’era un semaforo?” domanda sempre più confuso l’uomo.
“Si, ma visto che era stanco gli ho dato il cambio. Adesso mi lasci lavorare in pace.”
“Certo, mi scusi per il disturbo.” ribatte un’ultima volta e, prima di riprendere i suoi passi, saluta con la mano il vigile.
Durante il cammino, l’uomo, inizia a ridere di gusto “Meno male che sono uscito a prendere una boccata d’aria…mi ci voleva proprio. Certo che in questi ultimi tempi la gente è proprio strana… “
Dopo pochi minuti si imbatte in una folta folla di persone distribuite in cerchio, al centro del quale c’è una chitarra tenuta in piedi da un apposito piedistallo. Accanto ad esso si trova una personaggio che, strofinando i suoi denti sulle corde dello strumento, emette dalla bocca il suono di una tromba mentre dal rosone dello strumento esce una voce metallica.
L’uomo, a tale vista, rimane così estasiato dalla performance che grida “Ma guarda brava la chitarra… lo sa suonare molto bene!” poi il suo sguardo ricade sul proprio orologio da polso , e preoccupato di fare tardi, riprende il suo cammino. Giunto, finalmente, davanti al portone di un condominio, suona il campanello. Ad aprirlo si presenta il portiere.
“Buongiorno, sono qua per partecipare all’asta” rivela l’uomo
“Si, è al quinto piano sulla destra” risponde il portiere in modo pacato
“Grazie infinite” soggiunge, precipitandosi verso l’ascensore.
“No! Non entri lì!” esclama ad alta voce il portinaio
“Perché? E’ guasto? “
“Non posso farla entrare perché lei, a occhio e croce, dovrebbe pesare più di 50 chili, giusto?”
“Sì, sono circa 75 chili”
“Allora la porto io fino a destinazione” soggiunge il portinaio
“Va bene, la ringrazio”
Dopo aver fatto tre grandi sospiri, il portinaio abbassa la schiena e lo invita a salire. Poi, con un gesto di enorme fatica, lo solleva e inizia a fare la prima rampa di scale. Arrivati al quinto piano il portinaio si china stremato. L’uomo, una volta appoggiati i piedi sul pavimento, saluta il portiere ed entra nell’appartamento interessato. Ad accoglierlo c’è una segretaria, che, dopo averlo fatto accomodare, gli consegna dei moduli da compilare. “Come mai ha deciso di partecipare all’asta?” chiede con aria altezzosa la donna.
“Io e mia moglie non ci capiamo più come prima…ho bisogno di cambiare aria. Odio litigare…è frustrante e tedioso. Voglio una vita nuova, senza preoccupazioni e senza problemi” soggiunge in tono irritato l’uomo mentre firma i moduli.
“Bene, sa fare qualcosa?”
“Si, certo. So imitare alla perfezione un orologio…deve sapere che, fin da piccolo, amo contare il tempo che passa” ribatte l’uomo con il sorriso sulle labbra.
“Oltre a questo sa fare qualcos’altro?”
“So imitare il rumore dell’aspirapolvere ma non ho mai provato a rimuovere lo sporco con la bocca.”
“Va bene, può accomodarsi su quella poltrona là dietro. Verrà chiamato appena arriverà il suo turno”
“Bene” .
Passati una decina di minuti entra nella stanza un uomo distinto vestito in giacca e cravatta portando con sé un carrello della spesa vuoto. Giunto davanti al nostro si presenta “Buongiorno, sono l’avvocato Stefano Giannini, lei è il signor Teodoro Angeli?”
“Sì, sono io”
“Salga sul carrello, la porto in aula”
“Volentieri, non sono abituato a questo bel servizio” soggiunge Teodoro mentre si accomoda dentro il carrello.
Entrati in aula, il mezzo viene spinto sopra un piccolo palco vicino alla cattedra davanti alla quale vi sono numerose sedie con sopra ognuna un oggetto: un orologio, un detersivo, una scopa, una sedia, un vaso da notte e altri.
Dopo aver esortato l’uomo a scendere dal carrello e a posizionarsi correttamente sul palco, ovvero stando in piedi al centro del cerchio disegnato sul pavimento, Giannini si siede davanti alla scrivania e annuncia ai presenti che l’asta è ufficialmente iniziata. Poi prende i fogli compilati da Teodoro e inizia a leggerli ad alta voce: ” Il signore qui presente si chiama Teodoro Angeli, è un maschio di 43 anni di circa 75 chili. E’ bravo a imitare con la voce il rumore dell’aspirapolvere e sa contare il tempo. L’offerta di partenza è di circa 500 euro. C’è qualcuno che offre tale cifra?” Dopo alcuni minuti, in cui il silenzio assordante pervade la stanza, l’avvocato inizia a fissare una saponetta in fondo all’aula e, indicandola con il dito, continua ” Complimenti signora saponetta color carne, sta facendo un vero e proprio affare! Qualcun altro? “. Poi il volto dell’avvocato si ferma su un orologio “Come ? addirittura 2000 euro? è sicuro? Bene, che dire…almeno l’aiuterà nel suo scopo…magari quando è stanco può sostituirla con il suo lavoro”
Nel frattempo Teodoro, vedendo l’avvocato parlare agli oggetti inscenando un finto dialogo, sorride e decide di stare al gioco, finché, man mano che l’asta va avanti, inizia a vedere gli oggetti trasformarsi in persone. Stupito da ciò, comincia a prendere sul serio la vendita pubblica e anche l’apparente bizzarro monologo di Giannini.
“Ma cosa odono le mie orecchie! Chi è il folle che ha offerto 10000?… la signora scopa! Complimenti, con un’offerta del genere dubito che non sia lei a portarselo a casa. C’è nessun altro!? Sembra proprio di no” soggiunge, in modo euforico, l’avvocato.
“Il signor Teodoro Angeli è venduto alla signora scopa Stefania Novelli. Signor Teodoro, la prego di riposizionarsi sul carrello, la consegnerò alla sua nuova padrona.” continua.
“Non vedo l’ora di poterla conoscere: sono certo che sia buona e gentile…e che, soprattutto, non parli un linguaggio troppo diverso dal mio, come ultimamente sta facendo mia moglie” dice Teodoro con lacrime di gioia dopo essere sceso dal carrello rivolgendosi a Stefania, mentre la scopa resta immobile e indifferente a ciò che sta accadendo. Poi, con un gesto degno di un eroe che salva la sua fanciulla da un grave pericolo, la prende tra le braccia e si dirige verso l’uscita, felice e contento, proprio come se avesse trovato l’amore della sua vita.
